Nel 2017, con il D.lgs n.117, viene abrogata  la legge precedente 266/1992 sul volontariato e introdotta la qualifica di Ente del Terzo settore (ETS).

Le istituzioni non profit sono circa 336 mila.

Complessivamente il settore conta di più di 6 milioni di aderenti, tra volontari e dipendenti.

Gli Enti del Terzo Settore esercitano in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale, per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. La qualifica di ETS è subordinata alla iscrizione nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).

Vengono qualificate come Ente del Terzo settore (ETS):

  • Organizzazioni di volontariato.
  • Associazioni di promozione sociale.
  • Enti filantropici.
  • Imprese sociali, incluse le cooperative sociali.
  • Reti associative.
  • Società di mutuo soccorso.
  • Associazioni, riconosciute o non riconosciute.
  • Fondazioni e gli altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi.

Evoluzioni della normativa

1987

La Legge n. 49/1987 regola il fenomeno della cooperazione allo sviluppo, diffusosi in Italia a partire dagli anni ’70, in coincidenza con l’avvio delle grandi campagne contro la fame e le disuguaglianze sociali.

1991

La “Legge quadro sul volontariato” n. 266/1991 ha il merito di disciplinare in maniera chiara cosa rappresenti il volontariato, riconoscendone il valore sociale e la funzione dell’attività, come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo.

1997

Il D.Lgs. n. 460/1997 sulle Onlus offre una prima serie di sostegni e agevolazioni di natura fiscale nella gestione dei servizi pubblici.

2001

La legge costituzionale n. 3/2001 determina una profonda trasformazione dell’intervento statale con il passaggio da un modello incentrato sulla prevalenza dell’erogazione pubblica dei servizi ad un modello in cui i diritti sociali si inseriscono in un sistema a più protagonisti, dove prevalente è la cura e la garanzia dei diritti della persona, più che l’individuazione dei soggetti cui ne è affidata la tutela.

2017

È l’anno delle grandi riforme e delle grandi riconferme: approvazione della nuova Riforma del Terzo Settore (Legge 106/16 con D.L. n°117, 3 luglio 2017).